Ti parlo spessissimo del matrimonio celtico. Ormai sai che la mia spiritualità è celtica e che la mia unione preferita è proprio questa.

Oggi quindi voglio regalarti qualcosa di magico. Voglio che a spiegarti quanto sia profondo ed importante il matrimonio celtico sia Andrea Cogerino, il druido con cui collaboro e che ormai è diventato un amico. Per questo gli ho posto delle domande che credo fondamentali e che spero ti possano essere utili!


Ciao , Andrea, tu sei un druido moderno, ti va di spiegarci cosa significa esser “druidi” in questo periodo storico?

La parola “druidi” sembra che derivi dall’antico termine greco che sta per quercia: i druidi erano dunque “i saggi della foresta”. Essere druidi oggi, per come vedo io le cose, significa principalmente avere un approccio alla vita che definisco una “ecologia spirituale”. In altre parole, amare la Natura, tutte le manifestazioni della Dea Brighid, la dea Madre. Ogni forma di vita della Madre Terra va onorata, compresa e amata. Protetta. Preservata.

È una ecologia spirituale perché non esiste nulla di materiale, inerme. Tutto è vivo. Ogni forma della Natura ha vita: dalle piante agli animali, alle rocce (famosi sono i siti eretti dai druidi e druidesse dell’antichità: cromleck, dolmen, menhir…); ma altre forme di vita che esistono, e vanno onorate e contattate, secondo la visione della Tradizione celto-ligure a cui ci riferiamo, sono le creature del cosiddetto Piccolo popolo, i fairies della tradizione anglosassone (elfi, fate, gnomi…). Insomma, spiriti di Natura. In questo credevano, anche, gli antichi. Amavano la Dea Madre in tutte le sue forme. Anche quelle immateriali, “invisibili”.

Crediti delle foto qui

Che cosa significa il matrimonio spirituale?

Nell’unione spirituale si ri-chiamano le grandi Forze naturali: l’Energia femminile della Grande Madre e quella maschile del – diremmo oggi – Guerriero di Luce; e poi le 4 direzioni ed Elementi (Aria-Est, Fuoco-Sud, Acqua-Ovest e infine Terra-Nord). Chiediamo a queste grandi “Energie” viventi, invisibili ma reali, di convergere in un punto e benedire, e unire, due persone che hanno deciso di unirsi. (Due persone che, sia ben chiaro, non necessariamente devono essere di due sessi opposti – la tradizione antica spesso contemplava come fatto naturale e normale l’omosessualità – siamo solo noi oggi, dopo il lavaggio del cervello del Cattolicesimo, che la pensiamo diversamente).

L’anello di matrimonio sarà anche costituito dal Gruppo in cerchio riunito attorno agli sposi. Saranno tutti partecipi attivi al Rito. Sarà un rito collettivo di Gruppo. Di amore e connessione al tutto.

 

Spiega il matrimonio celtico e il suo significato spirituale…

Il matrimonio celtico mette in scena, ma soprattutto in pratica, il Rito sopra descritto in natura, in luoghi incontaminati di Bellezza antica, selvaggia, ancestrale. Possibilmente in radure nei boschi e/o in montagna: in altre parole, in luoghi dall’energia incontaminata, pura, leggera, dove e più facile contattare le Forze della Natura e gli Elementi.

Nel momento dell’handfasting, vale  a dire del nastro che unisce i polsi degli sposi, si chiede alle Grandi Forze di convergere e unire, e fare doni agli sposi (ad esempio, la Madre Terra donerà accoglienza, accettazione, amore; il “Maschile” potenzierà lo spirito guerriero luminoso, la forza; l’elemento Aria porterà alla Coppia sacra doni di leggerezza, intelligenza; il Fuoco calore umano, passione; l’Ovest empatia, dolcezza; e infine il Nord abbondanza, saldezza, radicamento). Invocheremo e chiederemo alcuni di questi Sacri doni alle Forze naturali-spirituali.

 

Quali sono i simboli più importanti?

Quelli sopra descritti. I simboli viventi costituiti dagli archetipi della Grande Madre, del Guerriero, delle direzioni-Elementi; ma anche il nastro che unisce nell’handfasting, la coppa-“graal” utilizzata in fase di Preparazione con la Purificazione dell’elemento Acqua. Nelle altre Purificazioni utilizzeremo il “simbolo” dell’incenso per l’Aria, della candela per il Fuoco, di una pietra sacra – o un cestino di fiori o spighe di grano – per la Terra.

Simbolo è una parola che significa “unire”. Unione. Mai come in un rito di matrimonio spirituale questo “concetto” è più appropriato. Cercheremo di unire gli sposi, ma anche i singoli partecipanti potranno trovare, nello svolgersi del rito, l’unione e la connessione con la Madre Terra, col Guerriero e con le Forze dei 4 Elementi primordiali.

 

Quali sono i luoghi più significativi in Piemonte per celebrare in Natura?

Sono quelli in prossimità dei cosiddetti Luoghi di potere, laddove le energie del drago, o linee sincroniche, scorrono fino a emergere in superficie. Si tratta di antichissimi “fiumi” di energia ctonia, della Terra Madre, che irrorano come meridiani il pianeta Terra – che, a tutti gli effetti, è un organismo vivente. I druidi e le druidesse dell’antichità amavano e conoscevano tutto questo.

In Val di Susa abbiamo importanti luoghi di potere, dall’energia antica e potente: la Sacra di San Michele, il Musinè (monte magico) e poi ovviamente la città della magia: Torino. La Val di Susa, dove vivo, è un luogo particolarmente adatto per i lavori spirituali di connessione con le forze arcaiche, essendo attraversata dalla “linea di san Michele”. Son presenti numerosi luoghi di energia incontaminata, pura e potente. Energia della Dea.

È sempre lei, in definitiva, che coordina e organizza il Tutto su questo piano “terrestre”. E, soprattutto, sarà sempre lei a farci dei doni, quando e se vuole.

A noi, semplicemente, il compito di amarla, proteggerla, rispettarla e connetterci alla sue creature e ai suoi luoghi, animali, foreste e rocce.

Gli antichi druidi e druidesse dell’antichità, di molto precedenti alla venuta dei Celti del I millennio a.C., erano i sacerdoti e le sacerdotesse del neolitico e del paleolitico. Conoscevano tutto questo e un’infinità di cose in più. Purtroppo il Cattolicesimo ha spazzato via tutta questa Conoscenza e Saggezza, denigrando e spazzando via ogni cosa, bollandole con disprezzo come “pagane”. Estirparono e fecero scomparire tutti i segni lasciati dagli antichi: bruciarono e fecero abbattere alberi ultra millenari sotto cui gli antichi si radunavano nelle loro cerimonie, distrussero cromlech, menhir, dolmen; ma, soprattutto, fecero scomparire la Tradizione orale che per tanti millenni, qui dalle nostre parti, e in ogni regione, era stata portata avanti (quella del Centro-Nord Italia è la stessa presente nelle terre di Francia, Inghilterra, Scozia e Irlanda e la definiamo Tradizione celto-ligure).

I massi nella parte posteriore sono reperti antichi, forse utilizzati come altare

Ci sono testi in cui si parla di tutto questo?

C’è pochissimo! Come dicevo, l’operazione del Cattolicesimo è stata chirurgica: hanno spazzato via completamente la cultura “pagana”.

Oggi, faticosamente, si cerca di recuperare, un tassello alla volta, l’antico sapere. Sono come le tessere di un puzzle da ricostruire da zero.

Parlo di tutto questo nel mio libro in uscita a fine aprile: “Geografia sacra e Tradizione segreta del Nord”.

Quando il libro di Andrea sarà uscito lo potrai trovare cliccando sull’immagine 🙂

 

 

 

 

Grazie Andrea per avere condiviso con noi questa conoscenza

Grazie a te! Per me è davvero importante che possa rinascere, lentamente ma inesorabilmente, la nostra Tradizione antica, con l’aiuto di tante donne – e anche qualche uomo, devo dire: stiamo crescendo di numero!

Vedi Fede: noi in Occidente siamo talmente in stato confusionale, spiritualmente parlando, che andiamo sempre a cercare saggezza e spiritualità altrove: in Oriente, oppure in Africa, o Sud America, o Siberia, o Australia. In questi posti, per loro fortuna, l’artiglio del Cattolicesimo non è riuscito a estirpare completamente la Saggezza antica. Ma, credimi: qui da noi non avremmo niente da invidiare a nessuno. Nel nostro DNA e nelle nostre corde segrete dell’anima – corde d’arpa celtica s’intende – cantano e danzano, ancora, le antiche tradizioni autoctone. Si tratta “solamente” di ricontattare le nostre Memorie ancestrali, territoriali, e farle ritornare in superficie, alla luce.

Son convinto infatti che il Vero Sapere non è, come vogliono insegnarci, il frutto di uno studio accademico, universitario, mentale, nozionistico. Ma è, prevalentemente, un Ricordare. E mettere in pratica. E noi occidentali abbiamo tanto, tanto da ricordare. Da recuperare. E da amare.

La nostra Tradizione sta rinascendo e la chiamata sta arrivando. La vocazione arcaica, antica, sta suonando le note della Rinascita. Io provo a seguire queste Vie dei canti autoctoni, celto-liguri, “nostrani-occidentali”. E so di esser sempre meno solo.

 


Ringrazio davvero tanto Andrea per aver condiviso con noi questo sapere e spero anche io che la Rinascita della via della natura sia vicina.

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