Questo articolo esplora l’animismo e la spiritualità naturale attraverso una prospettiva personale e storica, chiarendo la differenza tra religione e spiritualità, e mostrando come questa visione del mondo influenzi le cerimonie simboliche nella natura. Si affronta la storia precristiana, il significato dell’anima nella tradizione animista e l’applicazione di questi concetti nei matrimoni animisti e con rimandi celtici.


 

Oggi è il 2 gennaio 2026, le 12 Notti Sacre si sono concluse e il Sole è rinato.

Prima delle feste ho pubblicato un reel di un matrimonio spirituale celebrato questo autunno, che si è svolto nella chiesa sconsacrata e nel castello adiacente di Bajardo, in provincia di Imperia, in Liguria, ed è diventato virale.

Bajardo, la terra dei druidi

Se non ci sei mai stata\o, te lo consiglio caldamente! Dalla punta più alta, dove sorge la ex-chiesa, si aprono due veri e propri “balconi” affacciati sulle Alpi, con una vista a 360 gradi. Non so nemmeno spiegare a parole quanto sia maestoso. E, in lontananza, si scorge anche il mare.

Vado spesso a Bajardo perché è un antico luogo celtico, ma probabilmente ancora più antico, un crocevia naturale tra le valli. È il punto più alto di tutto il circondario, da cui lo sguardo abbraccia ogni direzione. Un tempo, tutte le vallate vicine confluivano lì per celebrare i momenti più importanti dell’anno.

Ogni anno il Comune mi invita a tenere una giornata di conferenze in passeggiata, durante le quali parlo dei Celti, dell’animismo e delle popolazioni che abitavano le nostre terre prima dei Romani. Popolazioni portatrici di una spiritualità e di una filosofia vastissime, che in realtà sono ancora molto vive nelle tradizioni contadine e che, se vissute con consapevolezza, possono aiutare a condurre una vita più serena e a comprendere più a fondo chi siamo davvero.

Non immaginavo che quel reel sarebbe andato virale, e invece è successo. E, come spesso accade, ha incontrato il lato più brutto dei social, quello dei “cattobigotti” (cattolici + bigotti, per intenderci). Ti lascio immaginare il tenore dei commenti.

Molti li ho cancellati, perché il mio profilo non è una democrazia e non ho alcuna voglia di leggere insulti. Alcuni però li ho lasciati, perché credo sia importante fare informazione, soprattutto davanti alle tantissime castronerie che circolano su qualsiasi forma di spiritualità che non rientri nelle religioni abramitiche.

Oggi voglio quindi parlare di storia, di spiritualità e di quei concetti che amo, che ho studiato e continuo a studiare, e che mi appassionano. Per farlo, userò qualche commento ricevuto 🙂

“Il senso di sposarsi con un rito che non ha storia in un luogo che storia ne ha (ed ha anche un senso diverso) non lo capirò mai. Il luogo ha senso tanto quanto il rito e se i due collidono non c’è nesso e senso.”

“Stai parlando con una storica e teologa. Se il rito non è “cattolico”, pur se la chiesa (figa!😱) è sconsacrata non è opportuno che si celebri lì … anzi nemmeno quell cattolico si celebra là. Sconsacrata è un concetto “en-passant”, perché è come il battesimo: una volta fatto non passa con lo sbattezzo. Ci sono tremila location da togliere il fiato, bon, non capisco il doverlo fare in una chiesa…”

Non esiste solo il cristianesimo

A quanto pare, per alcune persone è molto difficile riuscire a mantenere uno sguardo obiettivo. Persino chi si definisce storico fatica ad ammettere che, prima delle religioni abramitiche, esisteva altro e che non tutte le persone credono nel loro stesso dio.

Prima del cristianesimo esistevano infatti altre religioni e altre forme di spiritualità. L’ultima grande sglaciazione, con il conseguente ritorno stabile degli esseri umani alle nostre latitudini, risale a circa il 12.000 a.C., mentre il cristianesimo nasce intorno all’anno 0. Questo significa che per almeno dodicimila anni sono esistiti sistemi simbolici, culti, visioni del mondo e pratiche spirituali differenti.
E non si tratta di supposizioni: esistono fonti archeologiche, reperti, miti, tradizioni orali e rituali che possono essere studiati e che raccontano una storia molto più ampia.

Al contrario di quanto molti pensano e di ciò che spesso si studia a scuola, il cristianesimo arrivò davvero nelle nostre valli solo intorno al 600 d.C. Parlo di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ma la dinamica è simile in gran parte del Nord Italia e, con modalità analoghe, anche altrove.

Prima di quel periodo i Romani avevano sì conquistato l’Italia settentrionale e si erano convertiti al cristianesimo, ma non si erano spinti in modo sistematico nelle valli. Erano territori difficili, con molte insidie, forte resistenza locale e scarso interesse economico. È quindi probabile che fino al VI secolo le valli fossero ancora in gran parte pagane, se vogliamo usare questo termine. Fu solo a partire da quegli anni che la Chiesa iniziò una vera espansione del proprio dominio. In questo processo venne emanato un editto che prevedeva la distruzione dei boschi sacri, dei luoghi megalitici e dei siti di culto pagani, sui quali iniziarono a essere costruite chiese. L’avanzata avvenne gradualmente, risalendo dalle zone di fondovalle verso le aree più alte.
Non è un caso che, se si osservano le datazioni delle chiese più antiche dei paesi, quelle a valle risalgano circa al 600 d.c., mentre quelle più in quota arrivano spesso al 1000 o al 1200 d.c. Ci vollero tra i quattrocento e i seicento anni per completare la colonizzazione delle valli.

Prima esistevano l’animismo, lo sciamanesimo e il politeismo. Da quel momento in poi, non essere cristiani cattolici divenne un reato.

Se scavassimo sotto alle chiese antiche, sopriremmo reperti archeologici di templi o di luoghi di culto precedenti. In alcune chiese questo è stato fatto e sono state trovate meraviglie, ma in molte la chiesa lo impedisce, anche quando sono sconsacrate.

La chiesa di Bajardo, come ti ho detto, sorge sul luogo di incrocio delle valli ed è probabilissimo che lì sorgesse un qualche luogo di culto dei liguri.

Questa chiesa è sconsacrata perché, dopo aver distrutto un luogo sacro per costruirla, quando nel ‘900 è crollata a causa di un terremoto, la Chiesa se ne è semplicemente disinteressata e non l’ha mai ricostruita. La croce è rimasta solo perché considerata di interesse storico e culturale.

Ed è proprio qui che nasce la contraddizione. Se la sconsacrazione fosse davvero un concetto “en passant”, allora non si spiegherebbe perché in quel luogo non sia più possibile celebrare un matrimonio cristiano. Se fosse davvero qualcosa di marginale, lo si potrebbe ancora fare. Trovo comunque che il problema sia ancora alla base: qualcosa che è sacro non può non esserlo!

Quel luogo era sacro ben prima della costruzione della chiesa. Lì si svolgevano altri riti, altre persone lo avevano consacrato ai propri dèi o lo consideravano sacro per l’energia che vi scorre. A differenza della visione cristiana, per chi segue una spiritualità più antica un luogo è sacro e tale rimane, indipendentemente dalla cultura dominante che lo ha conquistato.

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“Il bello è che questi “riti” sono frutto di ricostruzioni ( o meglio invenzioni) novecentesche, perché degli antichi riti pagani non ci è arrivato quasi nulla. Ma poi non ci crede nessuno che veramente al di là della componente folkloristica crediate in ste robe”

“L’anima è un concetto TOTALMENTE religioso. E io non riesco a capire come mai non riusciate a liberarvene”

Cos’è l’animismo

Dal punto di vista storico e antropologico, l’animismo è un termine con cui si descrivono concezioni che attribuiscono spirito o essenza vitale a elementi naturali come piante, animali, fiumi, rocce e luoghi.
In molte culture tradizionali non esiste una netta distinzione tra umano e naturale: ogni elemento del mondo è percepito come parte di un sistema di relazioni animato da una forza vitale o spirituale comune.

Spiritualità e Religione

Quando parlo di MATRIMONIO CELTICO, io intendo un matrimonio spirituale che ha una base animista e rimandi celtici. è quindi importante chiarire alcune cose sulla storia e sulla spiritualità.

Si può avere una propria spiritualità senza aderire ad una religione e ai suoi dogmi. Ed è proprio questo approccio che negli ultimi anni ho visto crescere a dismisura tra le coppie che mi hanno scelta. Persone che credono in qualcosa, hanno una propria visione della vita e della morte, ma non si ritrovano in una religione, neanche se è “pagana”.

La mia interpretazione personale

Personalmente mi definisco animista: credo che ogni elemento naturale abbia un’anima o un’essenza spirituale, una qualità intangibile che va oltre la vista e il ragionamento logico, e che connette tutte le cose in un’unica rete.
Questo non significa aderire a una religione organizzata: l’animismo, così come lo vivo, non è un sistema di dogmi, ma una spiritualità personale e diretta che valorizza il rispetto e la consapevolezza dei legami tra esseri umani, natura e ambiente.

L’animismo è la più antica forma spirituale al mondo ed è condivisa da tutti i popoli nativi. Significa credere che all’interno di qualsiasi elemento vi sia un’essenza spirituale ed intangibile: l’anima. La prima grande differenza tra le religioni e le spiritualità native è proprio legata proprio al concetto di anima.

Secondo le religioni abramitiche (quindi anche cristianesimo) solo gli esseri umani possiedono un’anima, pertanto solo gli esseri umani posso avere un rapporto autentico e privilegiato con la divinità (sempre attraverso degli intermediari come i preti, sia chiaro, non vogliamo lasciare a tutti la libertà di sentirsi amati dal creatore). Tale concezione è la naturale conseguenza della visione totalmente antropocentrica su cui si basano le religioni monoteiste.

Al contrario, tutte le culture più antiche parlano del fatto che qualsiasi essere vivente e ogni elemento naturale, contengano un’anima, e quindi meritino rispetto e attenzione. Inoltre, tutte le anime sono connesse tra di loro in una grande rete.

Questo si traduce nel credere che oltre agli esseri umani, anche gli animali, le rocce, gli alberi, le erbe, le montagne, i fiumi, i luoghi, il pianeta terra e tutti gli altri, così come qualsiasi cosa esistente in natura, sia infiammata da un’anima. Solo perché le cose intorno a noi non si muovono e noi non capiamo se e come comunichino con noi, non significa che abbiano meno valore.

Religione vs spiritualità

È importante chiarire la differenza tra religione e spiritualità.

La religione è un sistema istituzionalizzato di credenze, regole e rituali condivisi, spesso legati a divinità specifiche e a una struttura di autorità.
La spiritualità, invece, è un percorso personale e soggettivo. Non richiede intermediari, né dogmi: riguarda il modo in cui ciascuno vive la propria connessione con la vita, con il sacro o con ciò che dà significato al proprio esistere. In questa prospettiva, l’animismo è una forma di spiritualità naturale, non una religione codificata.

La spiritualità animista nella pratica dei matrimoni

Nelle cerimonie simboliche che propongo, la natura non è semplicemente sfondo scenico: è parte attiva del rito. Alberi, rocce, vento, acqua e altri elementi naturali vengono riconosciuti come portatori di significato e sono integrati nei gesti e nei simboli della cerimonia.
Questa visione deriva dall’idea animista che tutto ciò che esiste è vivo, ha un’anima e merita rispetto.

Matrimonio animista celtico

L’europa continentale è stata in gran parte celtica per centinaia di anni. Sono gli antenati che più ci hanno lasciato in termini di tradizioni e cultura. Sono gli antenati che hanno vissuto negli stessi luoghi in cui vivo e che sento più vicini.

Non esistono fonti dirette sulla componente spirituale del matrimonio tra i Celti, in nessuna area geografica né periodo storico. Probabilmente per loro si trattava soprattutto di una questione pratica e civile, oppure la parte spirituale semplicemente non ci è arrivata. Io propendo più per la lettura civile.

In generale, sui Celti le fonti primarie dirette sono scarse, perché la loro cultura era prevalentemente orale: per loro scrivere significava fossilizzare, e la scrittura era riservata quasi esclusivamente al commercio. Quello che abbiamo arriva da fonti greche e romane, ma bisogna prenderle con cautela. Le vere fonti sui rituali provengono dai testi medievali irlandesi e gallesi, scritti tra l’800 e il 1000 d.C., quando i druidi, perseguitati dai cristiani, cominciarono a trascrivere la loro cultura orale per preservarla. Dai racconti mitologici e dalle tradizioni contadine tramandate fino a oggi possiamo ricavare molte informazioni.

In Italia, ad esempio, molti riti antichi sono sopravvissuti nelle tradizioni contadine, spesso con qualche modifica dovuta alla cristianizzazione, ma gli strati originari sono facilmente riconoscibili.

Per quanto riguarda le cerimonie che propongo, prendo spunto sia dalla mitologia sia dalla tradizione contadina, creando rituali flessibili e personalizzabili. Di base, la mia cerimonia è animista con rimandi celtici, perché non esistono fonti certe. Gli sposi possono poi aggiungere riti propri o personali.

Una cerimonia che sia rappresentativa del legame che abbiamo gli uni con gli altri e con tutti gli esseri che popolano il mondo e l’universo.
Una cerimonia che sia libera e creabile dagli sposi, con i riti che più preferiscono, ma che di sottofondo abbia il legame e la riconoscenza.

Proprio seguendo questo concetto di animismo, anche i luoghi hanno un’anima e così ci ritroviamo a pensare che anche questo luogo, questa chiesa a Bajardo, che sorge in un posto così ricco di energia, abbia una sua anima. è stato conquistato dai cristiani, che hanno distrutto i suoi boschi e i suoi probabili megaliti e hanno eretto la loro chiesa, ma il luogo è rimasto lo stesso e sceglierlo per questo matrimonio ha un significato spirituale ed energetico, una riappropriazione di ciò a cui anticamente apparteniamo e sentiamo fin dentro le nostre radici.

Neo-druidismo e falsi miti

A chi mi ha detto che “esistono cerimonie celtiche codificate” devo chiarire: non è vero. Magari hai visto qualche cerimonia neo-druidica in qualche festival e hai notato che invocano dei, usano certe parole codificate, hanno una ritualità ben precisa.

Il neo-druidismo è una religione moderna, nata nell’Ottocento con il revival celtico in Inghilterra. Tutti i riti che praticano oggi sono stati creati in quel periodo: anche se si ispirano a fonti antiche, le invocazioni, i testi e le cerimonie codificate sono creazioni moderne.

Avere una spiritualità animista o anche celtica o pagana o di qualsiasi altra tradizione è DIVERSO da seguire una religione celtica, pagana o di qualsiasi altra tradizione.

Nella religione io sono ingabbiata in regole e dogmi.
Nella spiritualità io sono libera di sentire, essere ed esplorare, senza nessuno che mi dica cosa è giusto e cosa non lo è.

Nella religione non esiste responsabilità personale perché tutto viene delegato alle regole stesse e al capo religioso che giudica o assolve.
Nella spiritualità io sono causa e conseguenza e mi prendo la piena responsabilità di me stessa.

Conclusione: una spiritualità di connessione

In sintesi, l’animismo e la spiritualità naturale sono modi di vedere il mondo in cui ogni essere e luogo può essere percepito come portatore di valore, rispetto e significato. Non si tratta di credere in un culto specifico, ma di vivere la vita con una consapevolezza profonda delle relazioni tra le persone, la natura e il mondo che ci sostiene.

FAQ sull’animismo e la spiritualità naturale

Cos’è l’animismo?
L’animismo è una concezione antropologica secondo cui tutti gli esseri ed elementi naturali sono percepiti come dotati di una qualità spirituale o animica.

L’animismo è una religione?
No: l’animismo è una spiritualità personale e non una religione organizzata con dogmi e gerarchie.

In che modo l’animismo si manifesta nella vita quotidiana?
Avendo rispetto per la natura, osservando e onorando cicli e relazioni con gli elementi naturali, e integrando consapevolezza e rispetto nelle proprie azioni.

Perché includere l’animismo nelle cerimonie simboliche?
Perché permette di creare riti che riconoscono la natura come presenza significativa, offrendo un senso di connessione profonda e sacralità alla coppia e alla famiglia.

Se vuoi approfondire, ho scritto un libro, Guida al matrimonio celtico, che contiene una parte molto sostanziosa di storia e fonti, oltre che alla mia personale visione spirituale che propongo agli sposi affinché possano far emergere la propria.

Clicca sulla foto per scoprirlo 🙂