Prima di iniziare a parlare dei riti per un matrimonio simbolico, vorrei dare una piccola spiegazione di cos’è il matrimonio simbolico.

Il matrimonio simbolico è un mezzo, lo strumento attraverso il quale le persone che vi amano assistono alla vostra nascita come coppia. Nell’antichità la cerimonia del matrimonio serviva come contratto, ma soprattutto era il modo di farsi riconoscere come coppia da chi faceva parte della comunità. Il suo scopo oggi è esattamente lo stesso.

Il matrimonio simbolico è una cerimonia che non ha un rito fisso. Si basa sulla sacralità di una promessa che ripercorre la vostra storia, fatta di ricordi e simboli importanti per voi.

 

LA CERIMONIA SIMBOLICA

Quando ci si approccia per la prima volta al matrimonio simbolico, una delle prime cose che viene da chiedersi è: “come possiamo rendere il momento dell’unione significativo?

In fondo non è un matrimonio in comune, quindi non ci saranno le firme dei registri a segnare il momento dell’unione, e non è un matrimonio in chiesa, quindi non ci sarà la classica frase “vuoi tu…” (a meno che non lo desideriate). Quindi, come creiamo l’unione?

 

CERIMONIA E RITO

Prima di tutto bisogna distinguere la CERIMONIA SIMBOLICA dal RITO DI UNIONE.

I due hanno, infatti, significati diversi, sebbene spesso li veda utilizzati in modo intercambiabile. In realtà, la CERIMONIA simbolica è tutta la celebrazione del matrimonio, a partire dall’arrivo degli ospiti, fino al momento in cui gli sposi escono dal luogo della celebrazione.

Il RITO DI UNIONE, invece, è solo un momento della cerimonia, il più importante, ovvero l’attimo nel quale le due persone che vogliono unirsi, diventano effettivamente una famiglia.

 

Come testimoniamo questo momento? Da sempre lo si è fatto creando un rito, una ritualità, un insieme di gesti, frasi e simboli che ci fanno passare dal momento in cui siamo due persone distinte, al momento in cui diventiamo una famiglia.

Questo rito, chiamato RITO DI UNIONE, segna il passaggio.
Con questo articolo voglio quindi darti un’idea di quali riti di unione esistano e di quale possa essere il più adatto a voi come coppia ed al luogo che avete scelto per la
vostra unione.

Questo progetto, sia fotografico che relativo all’ebook gratuito che potrai scaricare tra poco, è il frutto del lavoro di tante persone meravigliose, tra cui Tiziana Gallo, la fantastica fotografa dietro alle foto che puoi vedere.

In questi anni di lavoro nel mondo dei matrimoni, io e Tiziana abbiamo visto tantissime cerimonie e altrettanti riti di unione. Spesso però questi riti sono completamente distaccati dalla naturalità del luogo e dall’idea simbolica che c’è dietro.

Questo è uno dei motivi che ci hanno spinte a creare questo progetto, un modo per farti vedere quanti modi meravigliosi ci siano per testimoniare la propria unione e di come questi possano essere rispettosi della natura, con un importante significato simbolico e belli da vedere.


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I RITI DI UNIONE

I riti di unione possono essere completamente inventati, oppure possono prendere spunto da riti più antichi, utilizzati da popolazioni, spesso precristiane.
Consiglio sempre, quindi, quando un rito ci rimane nel cuore, di informarci su quale sia la sua origine, in modo da onorarla e non snaturarla.

IL RITO DELLA LUCE

STORIA: La luce e il fuoco sono un elemento importante da sempre nella storia dell’uomo. Nel mondo celtico ogni grande festività dell’anno era accompagnata da grandi fuochi, che avevano anche un significato simbolico importante.
Questo rito sembra quindi risalire ad un tempo molto antico. Anche se non si sa con esattezza quando sia entrato a far parte dei matrimoni, si sa invece che era utilizzato in Irlanda.

COME SI SVOLGE: Simboleggia l’unione di due anime e il loro intento in comune di alimentare una vita insieme. I due sposi, ognuno con la propria candela, ne accendono una terza. Questa sarà conservata nella casa coniugale e sarà accesa a ogni anniversario.

Un’altra possibilità, anche per coinvolgere gli ospiti, è quella di far accendere ad ogni ospite la candela di quello a fianco, per arrivare alle candele dei genitori degli sposi, che accenderanno poi quella del proprio figlio o figlia. Solo allora gli sposi accendono la candela centrale. Il rito può essere abbreviato coinvolgendo solo i genitori.

IL RITO DEL CALORE DEGLI ANELLI

STORIA: L’azione di stringere tra le mani un certo oggetto per imprimergli la propria energia è antica quanto il mondo. Da sempre l’uomo ha fatto uso delle sue mani per lasciare qualcosa agli altri e alla Terra.

COME SI SVOLGE: Per poter donare agli anelli (o a qualsiasi altro dono che gli sposi vogliono farsi) l’energia e la benedizione di coloro che partecipano alla cerimonia, le fedi nuziali vengono fatte passare tra le mani degli invitati, che vi imprimono il proprio augurio silenzioso.

IL RITO DELLA PIETRA DEL GIURAMENTO

STORIA: Così come per il calore degli anelli, anche per la pietra del giuramento l’intenzione è quella di imprimere in essa l’energia del momento. Inoltre, le pietre hanno sempre avuto un’importanza particolare nel mondo antico. Venivano venerate, così come venivano venerati gli alberi millenari e questo lo vediamo dai tantissimi reperti megalitici e pietre incise trovate in giro per il mondo.
Nella forma odierna questo rito è di origine scozzese.

COME SI SVOLGE: Il rito consiste nel porre i voti nuziali in una pietra. Gli sposi la tengono in mano nel momento in cui si dicono le promesse (o anche solo un pensiero) l’un l’altro. Con la pietra del giuramento si ricerca la benedizione degli antenati e della terra. Al termine della cerimonia, la pietra viene donata agli spiriti del luogo e lasciata andare in un corso d’acqua.

In alternativa la si può conservare, sotterrandola nel proprio giardino, oppure tenendola nella propria casa come ricordo di questo momento importante. è bellissima anche l’idea, se si sceglie una bella pietra, magari un geode o un minerale, di esporla in casa sotto una teca che la protegga.

IL RITO DELLA SABBIA

STORIA: Si pensa che questo rito abbia origine tra i popoli nativo-americani o tra le popolazioni hawaiane in tempi lontani. Sicuramente è un rito legato a quelle popolazioni che abitavano il deserto oppure le coste (in tempo molto successivo).

COME SI SVOLGE: Simboleggia l’unione di due vite in una sola pur mantenendo ognuno la propria identità individuale. Durante la cerimonia i due sposi mischiano la propria quantità di sabbia in un terzo contenitore. Questo è forse il rito che è stato più bistrattato nel tempo. La sabbia naturale è stata sostituita con colori improbabili di sabbia colorata chimicamente e questo rito viene utilizzato anche in luoghi che non hanno alcun contatto possibile con la sabbia.
Poiché non condividiamo questa visione, io e Tiziana abbiamo pensato di proporti un rito più semplice e più legato alla naturalità.

IL RITO DELLA TERRA

COME SI SVOLGE: Se l’idea del rito della sabbia ti piace tantissimo ma non rispecchia il luogo dove hai scelto di fare il matrimonio, abbiamo pensato di darti un’alternativa: perché non utilizzare la terra?

Quale elemento migliore per rappresentare la fertilità creativa che una famiglia che si forma simboleggia?
Potete semplicemente mischiare la terra che ognuno ha nel proprio contenitore in un contenitore più grande, ma noi abbiamo anche pensato di aggiungere un bulbo, il simbolo di qualcosa di nascosto sottoterra, che in primavera, ogni anno rinasce.

IL RITO DELLE ERBE

STORIA: Le erbe avevano una valenza importante per gli antichi. La guarigione dipendeva dal saperle riconoscere e, pertanto, alcune avevano un posto speciale nella cultura.

COME SI SVOLGE: Gli sposi scelgono prima del matrimonio alcune erbe a cui sono legati. Natural-
mente se con le erbe vorrete creare una tisana da poter poi bere, è necessario scegliere erbe aromatiche adatte allo scopo, che siano quindi commestibili. Se invece volete utilizzare poi le erbe per creare un incenso, sarà necessario scegliere quelle adatte alla fumigazione. 

Durante il rito, ognuno avrà il proprio contenitore con le proprie erbe scelte. Uno davanti all’altro gli sposi verseranno le proprie erbe all’interno di un contenitore più ampio. Quello che ne risulterà sarà la miscela della nuova famiglia, che verrà conservata e consumata dagli sposi o come tisana, o come incenso.

L’ALBERO DELLE FATE

STORIA: in Irlanda molti alberi sono considerati sacri, anche chiamati alberi delle fate. Questa tradizione ha le sue radici nella cultura celtica, per la quale alcuni alberi più di altri, soprattutto quelli che crescevano al limitare tra la terra e l’acqua, avevano un’importanza speciale, in quanto alberi di soglia tra il nostro mondo e il sidhe, l’Altromondo celtico dove dimorano gli dèi, gli antenati e il piccolo popolo.

Un tempo si credeva che appendere un piccolo nastrino ai rami bassi di un albero sacro, chiedendo una guarigione o esprimendo un desiderio, portasse la richiesta nell’Altromondo e venisse realizzata. Ancora oggi in Irlanda si possono trovare vari alberi agghindati con tanti nastrini.

COME SI SVOLGE: Il rito in sé è molto semplice, ma da la possibilità di coinvolgere gli ospiti. Può essere effettuato come vero e proprio rito di unione per gli sposi, oppure come rito in più, all’inizio o alla fine del matrimonio, per far esprimere un desiderio anche agli ospiti.
Si preparano prima tanti nastrini quante sono le persone che dovranno esprimere un desiderio e, se si desidera anche dei foglietti e delle penne o matite. Al momento designato gli sposi possono decidere o di appendere insieme solo il fiocchetto, oppure di scrivere prima un bigliettino, che possibilmente rimarrà attaccato per sempre all’albero, oppure che verrà bruciato, e poi appenderlo all’albero.

La variante con gli ospiti si svolge allo stesso modo, ma in questo caso i bigliettini saranno staccati dall’albero, a meno che il rito non si svolga in una zona privata con permesso di lasciarli attaccati. Se vengono staccati è bello che i fogliettini, con i desideri degli ospiti, non vengano mai letti, ma bruciati, magari tutti insieme la sera, oppure sotterrati. In questo caso mi raccomando di utilizzare carta piantabile.

IL RITO DELLA PREGHIERA DI PROTEZIONE

STORIA: Questo è un rito di tradizione inglese, ma in realtà getta le sue radici in un tempo molto più antico, celtico, ma probabilmente anche precedente. I druidi erano soliti tracciare dei cerchi intorno a se stessi come protezione in alcuni momenti sacri. Generalmente il cerchio veniva tracciato con un ramo di un certo albero per il suo significato e veniva intanto intonato un canto, detto Caim, una preghiera di protezione.

COME SI SVOLGE: Il rito si svolge con tutti gli ospiti disposti in cerchio intorno agli sposi. Il celebrante, oppure una persona cara agli sposi, prenderà un ramo scelto e lo trascinerà camminando in cerchio intorno agli ospiti. Se si desidera tutti possono ripetere insieme una frase oppure cantare una breve canzone, oppure si può fare stando tutti ad occhi chiusi al suono dell’arpa. Il cerchio, che simboleggia la comunità, crea una zona di protezione intorno alla coppia.

IL RITO DELL’IDROMELE

STORIA: L’ idromele è la più antica bevanda alcolica che compare nella storia degli indoeuropei. È la bevanda degli dèi e dei momenti rituali. I druidi la consideravano sacra perché prodotta dalla fermentazione del miele, anch’esso sacro poiché prodotto dalle api. I celti, inoltre, avevano un’alta considerazione delle api perché queste si nutrivano del nettare di alcuni fiori, anch’essi di un’importanza speciale.
Questa bevanda veniva consumata in modo abbondante durante il mese successivo al matrimonio, poiché si pensava che donasse fertilità. Da questa pratica è nata l’usanza di definire il periodo successivo al matrimonio “Luna di miele”, poiché il consumo era protratto per un mese, ovvero una lunazione.

COME SI SVOLGE: Gli sposi, uno davanti all’altro, riempiono il calice con l’idromele. Lo sposo lo porge alla sposa, che beve, poi passa allo sposo che farà altrettanto. Il passaggio avviene tre volte e per tre volte si beve un sorso. Il numero tre è, infatti, il numero sacro della completezza.
Se non vi piace l’idromele, potreste utilizzare allo stesso scopo o del sidro di mele, oppure dell’acqua di fonte. Degli sposi una volta, non gradendo gli alcolici, hanno deciso di creare un’acqua alle erbe. Potreste quindi lasciare in infusione in acqua per una notte delle erbe a voi care ed utilizzare poi l’acqua filtrata al posto dell’idromele.

L’HANDFASTING

STORIA: L’handfasting, la cerimonia di legatura delle mani come unione della coppia, vede la sua origine in Irlanda e Scozia in tempi antichi. Gli Antichi celti consideravano il matrimonio un semplice contratto e non era probabilmente prevista una celebrazione religiosa. Dopo la conquista da parte dei romani, dei germani e poi dei cristiani, la cultura e le tradizioni celtiche sopravvissero cambiando forma e così fece anche il matrimonio. Con il cristianesimo divenne un affare religioso e fu così che nacque l’handfasting. Un connubio tra le antiche tradizioni e la religione cristiana.
In Irlanda e in Scozia, l’handfasting era utilizzato come fidanzamento, soprattutto per le coppie più agiate. Per legge in realtà non era necessaria una vera e propria cerimonia, bastava che la coppia sostenesse di essere sposata, oppure avesse una relazione sessuale per essere considerati sposati.
Con il tempo l’handfasting è diventato l’emblema del matrimonio celtico moderno.

Scopri tutta la storia dell’Handfasting in questo articolo.

COME SI SVOLGE: Il rito simboleggia l’unione delle anime degli sposi con la Terra nel giorno del proprio matrimonio. Durante il rito gli sposi si stringono le mani, che vengono legate con una corda, simbolo della loro unione eterna.

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solais

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