Rito di passaggio. Oggi non se ne sente quasi più parlare. Non è una cosa comune nel mondo moderno festeggiare una tappa della vita con un vero e proprio rito che celebri il momento.

Naturalmente esistono ancora oggi i riti di passaggio ma non con l’accezione che avevano un tempo. Possiamo dire che oggi abbiano perso tutto il valore simbolico, rituale e magico che avevano un tempo e questo è un enorme peccato perché la loro mancanza priva la vita di una parte importante, fondamentale direi.

Certo, tu dirai che ci sono ancora le feste di laurea, il matrimonio, la visita dei parenti per il bambino appena nato, ma questi non sono riti di passaggio, sono semplicemente passaggi, che vengono festeggiati, certo, ma senza alcun senso del sacro, senza la connessione naturale che dovrebbero avere.

Non parlo delle cerimonie religiose perché naturalmente non tutti sono religiosi e, se anche tu fossi cristiana, converrai con me che il cristianesimo ha privato la donna di ogni rito di passaggio a lei dedicato.

Quindi oggi voglio parlarti dei momenti di soglia che viviamo nella nostra vita e di come festeggiarli renda questa molto più viva e magica.

Sacro e profano

Prima di parlare di riti di passaggio devo per forza spiegarti la distinzione tra questi due concetti.

Il profano è il regno dell’esperienza, della vita quotidiana, del lavoro. Viceversa, il sacro è tutto ciò che è connesso alla presenza o al culto, all’oggetto di una particolare riverenza o venerazione. Per percepire il sacro c’è bisogno di un certo tipo di sensibilità e di una particolare disposizione mentale.

Tra il mondo sacro e il mondo profano, c’è una sorta di velo che li divide sempre di più man mano che le popolazioni si sono evolute. Nelle popolazioni antiche possiamo vedere un maggiore predominio del mondo del sacro sul profano. Esso inglobava tutto, dal nascere al partorire, dal cacciare al coltivare ed infine al morire. Sono tutte azioni che attengono, per un motivo o per un altro, generalmente collegato alla ciclicità della vita, al sacro.

Oggi, invece, nulla è sacro. Se un tempo la natura lo era oggi non è così. Se un tempo la vita di tutte le cose era sacra, oggi è solo un elemento da sfruttare. Allo stesso modo, quindi, anche i momenti della vita sono solo un modo per fare festa e nulla di più.

Le soglie della vita

ln qualsiasi tipo di società, sia antica sia moderna, la vita di un individuo consiste nel passare da un’età all’altra, da un momento ad un altro, da un lavoro ad un altro e così via. Nelle antiche società dove età diverse corrispondevano a lavori diversi e momento diversi della vita (per esempio per i celti i bambini venivano affidati a famiglie diverse, diventavano apprendisti, poi prendevano le armi e così via), questi momenti corrispondevano anche a soglie sacre, poiché nulla era scissa dal sacro nel mondo celtico.

Cosa sono i riti di passaggio

A ciascun momento della vita in cui si passa da uno stato ad un altro, in tempi antichi, corrispondeva un rito, una manifestazione del sacro. A ciascuno di questi momenti corrispondono delle cerimonie che testimoniano il passaggio.

Con rito di passaggio non si intendono solo i momenti della vita di una persona, ma anche i momenti stagionali.

Gli individui e la società non sono esseri separati dalla natura e dall’Universo. Anche la natura è sottoposta alla ciclicità e pertanto questo influenza anche noi, che viviamo (dovremmo vivere) in simbiosi con essa.

Per citare il bellissimo libro di Van Gennep: ” Persino nella vita dell’Universo esistono tappe e momenti di passaggio, avanzamenti e fasi di arresto relativo, interruzioni. è necessario, perciò, anche riconnettere le cerimonie dei passaggi cosmici alle cerimonie di passaggio umane: da un mese all’altro (cerimonie della Luna Piena e della Luna nuova), da una stagione all’altra (ruota dell’anno), da un anno all’altro (Samhain)”.

Che riti esistevano un tempo

La nascita, il passaggio all’adolescenza, il fidanzamento, il matrimonio, la maternità/paternità, la presa delle armi, l’iniziazione ad un lavoro o ad una carica sociale, la vecchiaia, la morte. Insomma, un tempo tutto era sacro ed ogni passaggio della vita era caratterizzato da riti di passaggio.

Questi potevano essere riti di allontanamento da qualcosa, di avvicinamento a qualcos’altro. Riti beneaugurali, di fecondità, di protezione, ma anche riti di difesa, oppure di iniziazione o di propiziazione. Tutti questi naturalmente potevano essere fusi tra di loro, creare vere e proprie ritualità per quel certo evento.

E questi riti, che oggi spesso denigriamo, sono quello che viene definito magia. La magia è la tecnica, le cerimonie, i culti, la ritualità che un popolo porta avanti e che si basano su principi più alti, una spiritualità che per i celti era connessione con il Tutto, con la Natura.

Perché i riti di passaggio sono importanti?

Perché abbiamo perso il nostro contatto con la natura e con noi stessi e per recuperarlo, un modo che ho sempre trovato utile, è celebrare la ciclicità della natura. Così è iniziato il mio percorso nel mondo celtico, festeggiando le feste della ruota dell’anno, e così ho ritrovato me stessa.

Credo quindi che riscoprire il sacro nella nostra vita quotidiana e farlo anche celebrando i momenti importanti della nostra vita, sia il modo giusto per riappropriarci della nostra magia, della felicità di vivere in questo mondo meraviglioso e del contatto che abbiamo con gli altri e con noi stessi.

Dal 2018 organizzo matrimoni nella natura che siano un rito di passaggio importante per le coppie che mi scelgono. Dal 2021 io e Andrea Cogerino, il druido del mio cuore, abbiamo deciso di ampliare i riti di passaggio che celebriamo, introducendone di nuovi, sempre legati all’amore.

Nascono così le celebrazioni di anniversari, dei riti di passaggio e di iniziazione e le nozze alchemiche interiori.

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BIBLIOGRAFIA:

  • Van Gennep – I riti di passaggio 

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