Questo articolo è parte del progetto Goddesses: Le Dee in cerchio, per far riscoprire alle donne il loro antico potere attraverso la conoscenza delle Dee celtiche. Se vuoi scoprire il progetto clicca QUI.


 

Brigit, ella è, la donna poetessa, figlia del Dagda.
È Brigit, la donna veggente, colei che vede,
la dea adorata dai poeti antichi, il suo culto era grande e splendido.
È per questa ragione che la chiamano donna dell’arte della poesia,
e le sue sorelle erano Brigit, la donna dell’arte della guarigione
e Brigit, la donna dell’arte del ferro.
Sono tre le Dee, figlie del Dagda.
Dai loro nomi la Dea Brigit fu chiamata così da tutti gli irlandesi.

Libera traduzione da Cormac Mac Cuilennàin, Tenth-century scholar

BRIGIT

Brigit era una delle divinità più amate ed onorate tra i celti e una delle poche che è arrivata fino a noi da così tante fonti. Probabilmente è una Dea molto antica, che prende le sue caratteristiche dalla Grande Dea venerata nel Neolitico. Il suo nome significa “l’alta, la luminosa” e si pensa fosse il nome di tutte le dee d’Irlanda.  Essa è la terra stessa, viva in ogni cosa, nelle rocce, nelle piante, negli animali ed in noi. Tutto è in lei e tutto vi ritorna.

Brigit è la Dea del fuoco, del Sole, delle sorgenti sacre, della nascita e della morte, della fertilità, dei fabbri, dei guaritori, della conoscenza e della poesia. Il 3 è il suo numero sacro e triplice è la sua forma. Ella infatti è la triplice Dea delle arti: della poesia, della guarigione e del ferro, le tre arti del fuoco, inteso non solo come elemento naturale, ma anche come energia vitale. La poesia è infatti il fuoco della mente, la guarigione è il fuoco del corpo e il ferro è il fuoco della creazione.

Ella è anche la Dea della vita e della morte, che non è mai la fine in natura, ma è il modo con cui ci si rigenera. È per questo che la festa legata a Brigit è il 1° febbraio, la festa di Imbolc, del ritorno della luce e dell’inizio della primavera.

Nell’antichità, essendo stata una Grande Dea, Brigit rappresentava la Dea nella sua totalità, ma nel tempo, pur mantenendo alcuni attributi di tutte, la sua figura è diventata molto più legata all’aspetto della fanciulla che risveglia la primavera, la dea dell’inizio. Ella è la tessitrice delle trame della vita e la riconosco quindi come Luna crescente, la bella e giovane fanciulla vergine ed innocente, l’energia della primavera, del rinnovarsi e dell’ispirazione.

Nel nostro ciclo vitale, Ella è la ragazzina appena mestruata, che desidera scoprire il mondo, farne esperienza. È la sessualità nuova, fresca, delle prime esperienze. È la concentrazione, la determinazione e l’ambizione. Nel nostro ciclo Brigit rappresenta le energie della fase subito successiva alle mestruazioni, dove ci sentiamo rinate, pure, gioiose e aneliamo libertà ed esperienze nuove.

Brigit dentro di noi

Brigit è la dea delle fanciulle, ma rimane dentro di noi per sempre e possiamo richiamare i suoi doni a noi quando ne abbiamo bisogno nel corso della vita. Il suo coraggio, la vena intrepida, gioiosa, forte ed intraprendente possono aiutarci a portare nel mondo e nella nostra vita ciò che desideriamo.

Non è difficile perdere il nostro coraggio o la nostra spinta se ci sentiamo stanche, non amate o se non siamo soddisfatte di noi stesse e di ciò che abbiamo creato, ma lasciarsi andare non è l’atteggiamento giusto con il quale riuscire a raggiungere i nostri obiettivi. È Brigit ad insegnarci che siamo noi le fautrici del nostro destino.

Brigit è l’arte della poesia ma anche della creatività in generale. Sue sono tutte le arti, non solo quelle della parola. È per questo motivo che se ciò che ti manca è l’ispirazione è a lei che dovresti chiedere consiglio.

Brigit ci parla anche di sofferenza come di un momento per ricreare noi stesse. Quando suo figlio, Ruadàn, muore, Lei crea il primo canto funebre della storia. Usa il suo dolore per donare alle donne del mondo un modo per incanalare il proprio e non autodistruggersi.

Ciò che Brigit dimostra attraverso le sue arti ed i suoi miti è che nulla rimane immutato, nulla potrà essere per sempre ciò che è. Ella è infatti dea della forgia, un processo alchemico di trasformazione, che da metalli impuri porta alla loro purezza e alla loro trasformazione in qualcosa di nuovo. Anche per noi sarà sempre così. È nel ciclo della vita cambiare per vivere momenti e situazioni nuove. Brigit è la Dea della soglia, colei che ci accompagna attraverso questi cambiamenti e che ci riscalda con il suo fuoco dicendoci di non avere paura.

Uno degli insegnamenti più importanti che Brigit mi ha donato è che, qualsiasi cosa accada, la colpa non è mai degli altri e la responsabilità al cambiamento è sempre nostra. Anche ciò che sembra essere causa di qualcun altro, in realtà, dipende da noi, poiché da noi dipende la voglia di cambiare e il modo con cui affrontiamo ciò che ci accade. Possiamo tutto nella vita se davvero lo desideriamo intensamente e se ci mettiamo in moto per raggiungere l’obiettivo.

Noi siamo Dee

 

  • Impara a decidere per te, a pretendere ciò che ti spetta. Ogni mattina ripetiti che durante la giornata sarai tu a prendere le decisioni per te stessa e non lo lascerai fare ad altri

  • Coltiva le arti e la creatività. Prenditi del tempo solo tuo nel quale poter esprimere te stessa

  • Impara le arti della guarigione e l’uso delle erbe, per vivere in modo più sano e saper curare te stessa

  • Medita e impara ad utilizzare la visualizzazione creativa per creare la vita che desideri

  • Vivi la vita senza la paura del futuro. Non sai come cambierà la tua vita ma accetta il cambiamento perché è fonte di trasformazione

Illustrazione creata per Le Dee in cerchio dalla magica Sara Caggiula - Storie di foglie

Tutto quello che hai appena letto è tratto dal libro che ho scritto per far riscoprire alle donne la Dea che è in loro. Si chiama LE DEE IN CERCHIO e se sei curiosa di leggere di più, ti lascio il link per il suo acquisto sotto.

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