Giulia e Gianluca hanno scelto La Commedia della Pentola e il suo boschetto per il loro matrimonio celtico.

A celebrare per me c’era Serena, celebrante del mio team, che con la sua dolcezza e profondità ha saputo guidare ogni gesto, ogni parola, in quella che è diventata una cerimonia celtica sincera, autentica, potente.

Un matrimonio celtico alla Commedia della Pentola in pieno giorno, sotto il cielo chiaro, con un gruppo di persone presenti ma raccolte, partecipi e vere. Non pochi, ma nemmeno troppi. Il giusto numero per sentire ogni energia vibrare, senza perdere l’intimità del senso.

Una cornice viva e senza tempo

La luce di quel giorno era perfetta. Filtrava tra gli alberi del giardino, accarezzava i mattoni del casale, si rifletteva nell’acqua limpida. Lì, tra la terra e il cielo, ha preso forma il rito dell’handfasting. Quel gesto antico che unisce le mani, ma parla direttamente alle anime. Nessun eccesso, nessuna posa. Solo loro due, i loro respiri, e la presenza di chi davvero voleva essere lì.

Il rito celtico: mani legate, cuori intrecciati

Durante il rito, Giulia e Gianluca si sono presi per mano. Serena ha legato i loro polsi con un solo nastro verde – simbolo della natura, della rinascita, della crescita condivisa. Un gesto semplice, ma carico di significato. Ogni parola detta aveva il sapore delle radici. Quelle vere, quelle che non hanno bisogno di sfarzo per farsi sentire.

Dopo l’handfasting, si sono scambiati delle promesse personali, sussurrate con emozione e ascoltate con cuore aperto da tutti i presenti. A seguire, hanno condiviso il rito del brindisi con l’idromele, antica benedizione celtica che simboleggia la dolcezza della vita insieme e l’impegno reciproco. Un momento intenso, vibrante, sospeso nel tempo.

Il nastro dell’handfasting è stato conservato, come si conserva qualcosa di sacro. Un piccolo simbolo fisico di un passaggio profondo. Quel giorno è stato un ponte: tra il prima e il dopo, tra il visibile e l’invisibile, tra due persone che hanno scelto di camminare insieme, consapevoli e grati.

E ogni volta che mi trovo ad accompagnare una coppia in un matrimonio celtico, risento quella vibrazione sottile che solo certi riti sanno creare. Serena l’ha resa tangibile, lì, alla Commedia della Pentola.