Il numero più sacro per i Celti era il numero 3, e tutti i multipli di tre. Ma cosa rappresenta?

Tutte le culture antiche avevano una propria idea di equilibrio.
Per Aristotele lo scopo della vita è la felicità, che in greco si dice “Eudaimonia”: “eu” significa “bene”, mentre daimon “il demone” personale, pertanto la felicità è raggiunta tramite “la buona riuscita del tuo demone”.

Ognuno di noi ha dentro di sé un Demone: una virtù, una capacità, una ragione profonda che lo fa andare avanti. Se riusciamo a raggiungere questa ragione e portarla nel mondo allora raggiungiamo la felicità, ovvero la buona riuscita del nostro demone.
Come facciamo però a scoprire il nostro Demone? Aristotele riporta la risposta dell’Oracolo di Delfi e questa è divisa in due parti: prima di tutto per conoscere il tuo demone devi conoscere te stesso ed in secondo luogo devi conoscerti secondo misura.

È proprio questo secondo punto il più importante, applicare la misura nella nostra vita. Riuscire a capire così a fondo noi stessi da conoscere fin dove ci possiamo spingere e cosa davvero porterà alla nostra realizzazione.

 

L’equilibrio per i celti

Per i celti, invece, l’equilibrio era il numero 3, la giusta misura tra i tre elementi della vita (La forza, la saggezza e l’amore – la terra, l’acqua e l’aria) che poi si manifestavano in ogni aspetto.
Essi conoscevano il limite oltre il quale non spingersi, non perché fosse una regola loro imposta, ma perché facevano davvero parte del ciclo naturale e sapevano che bisognava prendere quanto dare e che per ogni azione corrisponde una reazione. Conoscevano la legge di unione tra tutte le cose, pertanto vivevano in equilibrio con il tutto. Non uccidevano se non era necessario ma sapevano anche che la natura, la Grande Madre, è sia buona che crudele ed accettavano entrambi questi suoi lati, prendendo ciò che veniva loro dato e dando altrettanto in cambio.

Il numero 3 per i celti

Il 3 è il numero perfetto. Tutto per i celti si posa sul 3. Potremmo dire che questo numero fa parte della numerologia sacra del nostro Universo. Esistono leggi che non comprendiamo, ma che esistono lo stesso.

La numerologia sacra, e il 3 con essa, è una di queste leggi.
Addirittura, i celti, al contrario di quanto si pensi oggi, non erano panteisti ma animisti (panteisti = credere in tanti dei | animisti = credere che ogni fenomeno o cosa dell’universo siano dotati di anima).

I druidi insegnavano che vi era un’unica divinità, chiamata OIW, non conoscibile dagli umani, una grande energia che governava qualsiasi cosa e si manifestava come una triplice espressione: Forza, Saggezza e Amore. Seguendo quindi questa triplice manifestazione, la società veniva organizzata in tre gruppi sociali: I druidi, che rappresentavano la saggezza, i guerrieri, che rappresentavano la forza e i produttori che erano guidati dall’amore che dà vita alla creazione.
A loro volta anche alcune Dee avevano 3 aspetti, come per esempio la Dea Brigit (link)
Per questo e per tantissimi altri motivi, che vedremo nei paragrafi dopo, il 3 era un numero sacro e come tale veniva utilizzato in moltissimi aspetti della vita, della cultura e dell’arte celtica.

I simboli del 3

TRISKEL

Il Triskel deriva dalla parola greca “Triskeles” che significa “tre gambe”, il Triskel è una tripla spirale. La sua nascita risale probabilmente all’era neolitica. Lo si può trovare, infatti, all’ingresso di Newgrange, in Irlanda.
Il Triskel fu utilizzato nella cultura celtica dal 500 aC in poi. Il suo significato però non è univoco:
In primo luogo, si pensa che il triskel rappresenti il ​​movimento poiché tutte e tre le braccia sono posizionate con un movimento dall’esterno verso il suo centro. Il movimento significa fluire dell’energia, in particolare all’interno di questo simbolo il movimento è quello dell’azione, dei cicli, del progresso, della rivoluzione.

In secondo luogo, l’esatto significato simbolico delle tre braccia del triskel può variare a seconda dell’era, della cultura, della mitologia e della storia, motivo per cui ci sono così tante variazioni su cosa significano queste tre estensioni nel simbolo della tripla spirale: i 3 elementi (acqua, aria e terra), i 3 reami (animale, vegetale, minerale), le 3 facce della Luna (quella nera è nascosta), e così via.

Oltre al significato più materiale le 3 suddivisioni possono essere: vita-morte-rinascita, spirito-mente-corpo, madre-padre-figlio, passato-presente-futuro, potere-intelletto-amore e creazione-preservazione-distruzione per citarne solo alcune.

Per tutti questi motivi, si crede che il Triskel rappresenti il movimento in avanti per raggiungere la comprensione.

 

TRIQUETRA 

La parola Triquetra deriva dal latino “tre angoli” e sebbene le sue origini esatte siano sconosciute, è stata trovata in siti archeologici indiani che hanno più di 5.000 anni. È stato trovato anche su pietre scolpite nel Nord Europa risalenti all’VIII secolo d.C. e sulle prime monete germaniche.
Questo simbolo, quindi, non è esclusivamente celtico.
Fu ritrovato anche nel famosissimo Libro di Kells, del IX secolo, in una delle sue opere d’arte decorative.
Così come il Triskel anche questo simbolo rappresenta l’essenza del tre.

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