Il matrimonio in montagna nel bosco, in Svizzera
Prima volta in Svizzera per il matrimonio di Melissa e Roberto. É strano come luoghi che ci sembrano lontanissimi invece siano a qualche ora di auto da casa. Eppure la salita al passo del Lucomagno ha dilatato il tempo. Se il giorno prima si era svolta la festa con gli oltre centocinquanta invitati per il matrimonio civile, ecco che oggi rimanevano gli affetti più cari, poco meno di trenta persone, e con le energie e le sensibilità necessarie a vivere il rito di matrimonio celtico che stavo per celebrare.
Il fiume, il bosco, la montagna
Immersi nel bosco, l’acqua che sgorgava tranquilla nel rio di montagna alle nostre spalle, una radura protetta dai valichi e dalle vette alpine. Credo sia stato il rito più lungo che abbia mai celebrato. Nel senso che la partecipazione attiva di ospiti e sposi ha fatto sì che non ci accorgessimo dello scorrere del tempo.
Tutti in cerchio con gli sposi al centro. Io davanti a loro. Gli occhi chiusi, i piedi scalzi sull’erba soffice, il fruscio dell’acqua e il clima perfetto. Il vento era smorzato dagli alberi, come anche la luce del sole che attraversava a tratti le gli aghi dei pini attorno a noi.
Il rito dell’incenso
Il punto focale di questa cerimonia celtica è stata la preparazione dell’incenso, alla quale hanno partecipato tutti gli ospiti a gruppetti scegliendo le varie essenze da portare in dono agli sposi. Una volta pestate nel mortaio le abbiamo sparse nel braciere alcune e altre accese con un blocchetto di carbone per la purificazione col fumo di ospiti e sposi.
Oltralpe
Qualcosa si è sbloccato quel giorno. Una maggiore intimità . L’attrazione tra gli sposi che cresceva. Gli affetti familiari che si definivano meglio.
Ogni popolo ha la sua cultura e benché fossimo nel cantone italiano in Svizzera, ho notato un grandissimo divario all’inizio. Quando le strutture formali imposte dalle leggi e dalle usanze in cui siamo immersi solitamente sembrano essere la nostra naturale essenza, ecco che crollano quando, una volta in collisione, emergono i tratti che ci accomunano come esseri umani. L’amore senza costrutti artificiosi.
Il rito dell’acqua e il rito della terra
Anche il rituale dell’acqua è stato significativo. Un momento intimo, esclusivo per gli sposi, promesse sussurrate e impegni scambiati con lo sguardo.
Dopo aver donato semi alla terra, abbiamo percorso un sentiero nei boschi per arrivare al rifugio dove avremmo mangiato. Nel frattempo ho tenuto una brevissima conferenza sugli Ogham e sulla tradizione irlandese dell’albero delle fate eseguito dagli ospiti lungo il sentiero con tessuti biodegradabili per portare fortuna e desideri avverati agli sposi.
I luoghi sacri
Sia all’andata che al ritorno, lungo i sentieri percorsi nei boschi, al cospetto delle montagne, si sentiva l’eco di tempi passati. Queste terre sono luoghi documentati di civiltà celtiche e preceltiche, lo testimoniano i ritrovamenti archeologici ma anche le tradizioni che hanno valicato secoli e dominazioni che hanno sovrapposto la loro cultura alla celtica.
Chi mi conosce sa che amo documentarmi e studiare a fondo per essere preparata e consapevole dei gesti che compio nelle cerimonie e nella scelta dei luoghi. Qui, come in pochi altri posti, e in maniera diversa dai miei boschi del cuore, ho sperimentato qualcosa di speciale sottopelle.
Non vedo l’ora di avere altre occasioni per tornare, con altre coppie, pronte a scambiarsi promesse e a intrecciare i loro destini.

Sono Federica Cosentino, wedding planner e celebrante.
Dal 2018 organizzo e celebro matrimoni nella natura, creando cerimonie intime e simboliche.
Classe 1993, Scorpione ascendente Scorpione e amante dell’autunno 🍂
Progetto matrimoni profondamente connessi alla Natura, in armonia con l’ambiente e con la spiritualità delle coppie che mi scelgono.
Studio da oltre 13 anni le tradizioni celtiche e l’animismo dei nativi europei, che intreccio in riti di passaggio carichi di storia, significato e sacralità .

