Giui è una fotografa ma ama definirsi Aedo. Io la chiamerei poetessa di immagine.

Mi sono innamorata delle foto di Giui dal primo istante. Quasi 2 anni fa ormai stavo cercando qualcuno che riuscisse a rappresentarmi nel modo più fedele possibile, per poter creare questo sito.

L’ho incontrata per caso e sono rimasta affascinata dalla sua luce, dalla poesia delle sue foto e dal suo definirsi Aedo contemporaneo.

Così ho deciso di portare un po’ della sua poesia anche sul mio blog ed oggi Giui è qui, in questo post, per spiegarci cosa significa esserci davvero, qui ed ora, per creare ricordi eterni.

 

Il ricordo è sacro, ma il qui ed ora di più

Credo che quello del fotografo di matrimonio sia un compito davvero importante.
Tutto durante il giorno del matrimonio è effimero, i fiori del bouquet appassiranno, gli allestimenti verranno dis-allestiti, gli abiti riposti nell’armadio.

Starà a lui far diventare l’effimero, un tangibile ricordo:
Il profumo e la bontà del cibo che è stato servito, i colori e le forme scelte per le decorazioni che gli sposi hanno prima immaginato nella loro testa e poi aspettato che fossero perfette quel giorno, ma soprattutto gli sguardi dell’attesa, dell’emozione, del vivere questo momento “qui ed ora”.

Trasformare l’effimero in tangibile, le sensazioni e i sentimenti di una coppia, in un’immagine, che ogni volta che gli sposi guarderanno dovranno essere scoperchiati, come se quell’immagine fosse una versione buona del vaso di Pandora, è più difficile di quello che può sembrare.
Per portare a termine questo compito vi sono aspetti tecnici e umani, nascosti dietro ad un obiettivo.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, si può parlare di tutti quegli strumenti che oggi fortunatamente la tecnologia ci ha reso partecipi. Per esempio, personalmente un’operazione che utilizzo è quella di predisporre il più spesso possibile lo scatto silenzioso sulla macchina fotografica, soprattutto durante la cerimonia, di qualsiasi tipo essa sia, trovo che
anche il più piccolo rumore, se evitato, può essere d’aiuto agli sposi ed ai partecipanti e concentrarsi sul momento.

Altro aspetto tecnico che personalmente metto in pratica è quello di non utilizzare flash durante la cerimonia ed il meno possibile anche la sera. Ho scelto attrezzatura che mi permette di lavorare bene anche in scarse condizioni di luce, ma soprattutto, credo che la cosa ancora più utile, sia parlare prima dell’evento con gli sposi e con la wedding planner, confrontarsi sulla situazione luce e arrivare così il giorno del matrimonio consapevole del tipo di illuminazione che mi troverò davanti ed essere preparata per poterlo affrontare nel modo meno invasivo possibile.

Per quanto riguarda il lato umano, non credo che si possa far finta di “non esserci” quel giorno, perché in realtà il fotografo c’è e non indossa i panni dell’imperatore o il mantello dell’invisibilità. Anzi, personalmente trovo proprio che “esserci” sia fondamentale. Stare nel “qui ed ora” significa calarsi nella situazione e far sì che gli sposi vivano al meglio il loro giorno, comprendendo quando è il momento di posare la macchina fotografica e quando è ora di impugnarla, creando un legame con loro tale per cui, il rumore dello scatto diventa un sottofondo non fastidioso, ma qualcosa di naturale.

Anche la presenza del fotografo è lì a creare un ricordo, perciò credo sia importante il modo in cui egli “è presente”, perché il ricordo è sacro, ma il “qui ed ora” di più.

 


Spero che le parole di Giui ti siano state d’aiuto. Un fotografo è una delle spese più importanti in un matrimonio. Sarà lui con la sua sensibilità a donarvi ricordi eterni.

Se vuoi conoscere Giui la puoi trovare sul suo sito oppure su Instagram ed insieme a lei fare anche tu dell’ordinario una poesia!

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