Elopement al Dunnottar Castle

Scozia

Nicole e Michael amano la Scozia come una seconda casa.

Li ho conosciuti grazie a Elisa, la mia fotografa del cuore, che mi ha contattata dicendomi che una sua coppia di sposi voleva celebrare il proprio anniversario, in Scozia, con rito celtico in Scozia e che cercavano non solo una celebrante ma una persona esperta delle origini di quelle terre che li guidasse nell’esplorazione durante il viaggio.


 

E’ stato amore a prima vista. Sai quando tutti i punti di interesse collimano, dalla storia, la spiritualità, i valori, la visione del mondo. Anche dalle cose più pop, che siano Harry Potter o Outlander.

Ci siamo conosciuti di persona in Scozia, e più precisamente a sud di Aberdeen, mentre loro venivano da una prima parte del viaggio a Glencoe e io ritornavo verso sud con Simo, mio marito, dopo un elopement su Skye e Lewis.

Con loro avrei trascorso un’intera giornata dedicata al loro rinnovo dei voti e all’esplorazione della parte est delle Highlands.

Una casetta fiorita a Montrose

La prima scena che mi torna in mente pensando al loro elopement è l’arrivo alla casa che ho prenotato per noi cinque a Montrose.

Io e Simo eravamo arrivati qualche ora prima di loro e quindi li abbiamo visti entrare nel meraviglioso vialetto tutto fiorito della casa al numero 54 della via. Li ho osservati dalla vetrata al secondo piano. Stanchi ma radiosi.

Eli, dopo aver salito le scale, mi ha abbracciata e subito sono scese le prime lacrime di gratitudine per essere lì, per fare questo lavoro meraviglioso, per le tante fatiche per arrivare a creare tutto questo. La magia della Scozia, la magia delle persone che si sanno emozionare, o, come dice Eli, sarà che “il mondo appartiene a chi sa sentire”.

Cena, pub e filosofeggiare insieme

Dopo la doccia era il momento della cena, per noi italiani, ma in Scozia, cercare di cenare dopo le 17 diventa impegnativo. I pub offrivano solo più da bere e snack e anche i ristoranti cinesi erano in chiusura o accettavano solo contanti. Eravamo tutti parecchio esausti fino a che, forse vedendo i nostri volti afflitti, ci siamo lanciati in quello che da fuori sembrava un pub ma che miracolosamente offriva ancora l’ultimo giro per la cena.

Come sapete se già mi conoscete non credo nel caso, ma nella causalità. Tutto è esattamente come deve essere. Infatti, l’arredamento in tweed del locale era degli stessi colori del kilt scelto da Michael.

Durante la cena ci siamo lasciati andare, ci siamo conosciuti meglio e abbiamo capito a quattrocchi cosa era importante emergesse durante la cerimonia di matrimonio.

Queste occasioni informali per chiacchierare sembrano piccolezze viste dall’esterno, ma è qui che si creano le connessioni. Abbiamo tutti capito che oltre ad un legame di lavoro stava nascendo una bellissima amicizia. Anime simili si intrecciano lungo la via, spesso le trame vengono da vite passate oppure creano la via per vite future. Così l’amore così l’amicizia.

Idromele e mucche

Quella sera ci siamo raccontati del giorno prima, noi che conosciamo un ranger di un piccolo paesino vicino ad Aberdeen che ci parla dei parchi nazionali vicini a lui, della sua volontà di organizzare gruppi di turisti consapevoli, piccoli gruppi che si inoltrino con cura nel territori per essere parte della natura, accolti, con grande rispetto per flora, fauna e persone del luogo. Mentre Michael, Nicole e Elisa d’altro canto conoscevano un allevatore di mucche col ciuffo nella via che dall’aeroporto di Edimburgo porta alla zona di Glencoe. Anche per loro un incontro del “caso”. Stavano fotografando le mucche quando il proprietario si avvicina e con uno strettissimo accento scozzese li invita ad entrare in casa sua! A parlare delle loro storie, del perché erano lì, del passato delle famiglie. E infine, dopo essere diventati parti uno delle memorie dell’altro ecco che regala loro una bottiglia di idromele come augurio per il matrimonio e prodotti della sua terra.

Grati ed emozionati gli sposi l’hanno preso come un buon augurio per il loro matrimonio. Il primo di una serie di segnali che se colti danno il senso a tutto quanto.

Colazione insieme

La cena finisce e torniamo a casa per crollare nei comodissimi letti della casetta che ci avrebbe ospitato per questa notte e la successiva. L’ultimo sguardo prima di chiudere gli occhi li ho rivolti a Simo che a sua volta osservava il laghetto sul retro della casa. Lui ha una dote per trovare queste chicche nascoste. L’ho abbracciato e siamo andati a dormire con la gratitudine nel cuore.

Il giorno del matrimonio ci siamo presi tutto il tempo del mondo per vivere la giornata a nostro agio. Abbiamo fatto colazione a casa, abbiamo stirato i loro vestiti da cerimonia. Nicole si è pettinata e truccata mentre Elisa stava già scattando. Una volta pronti siamo partiti tutti insieme nella stessa macchina in direzione Dunottar Castle.

La cerimonia davanti al castello

Il sole che fino a quel giorno aveva brillato incredibilmente su tutti i cieli di Scozia si stava rannuvolando, il vento, man mano che ci avvicinavamo alle scogliere aumentava. L’Universo stava dicendo con forza che quella cerimonia era importante, che per essere lì dovevamo dimostrare di essere all’altezza. La volontà era forte e nonostante il freddo che pian piano entrava sottopelle, abbiamo tolto i giacconi preparandoci alla ritualità.

Un attimo prima di iniziare un altro dono per Micheal e Nicole, quella causalità, non casualità, che ti raccontavo prima. Una coppia di signori tedeschi ci si è avvicinata con le lacrime agli occhi dicendo che stavano celebrando il loro matrimonio avvenuto lì esattamente trent’anni prima. Trent’anni fa, mentre Micheal e Nicole venivano al mondo, questa coppia si sposava nello stesso luogo che loro avrebbero scelto trent’anni dopo. La vita è straordinaria ed è piena di doni per chi li sa riconoscere e cogliere.

Si sono abbracciati, di nuovo con le lacrime agli occhi. Con questa benedizione la magia della cerimonia è stata indescrivibile. Abbiamo scelto una zona un po’ defilata per non avere turisti attorno a noi durante il rito, con il castello che si stagliava sulle scogliere a sfidare cielo e mare sullo sfondo.

Ci siamo presi anche qui tutto il tempo necessario a far scorrere e crescere le emozioni, a dare valore a ciò che accadeva, a mettere al centro i perché oltre ai come. Ho ancora la pelle d’oca a ripensare a quei momenti e non è per il freddo. Non sempre piango alle cerimonie, ma per cosa è successo, per le parole che sono state scambiate, per i gesti profondi e pieni di significato come la sepoltura della pietra del giuramento. Sì, questa volta le lacrime sono scese copiose. Elisa scattava e Simo filmava, tutto catturato in immagini e suoni, ma solo chi era lì saprà cosa abbiamo vissuto. E’ la differenza tra vedere una terra lontana da un’immagine ed essere lì. La sensazione di freddo, fame, il battere del cuore, la pelle che sfiora quella della persona amata, il suono del tamburo, lo scrosciare dell’oceano sulle scogliere, e il sole che fa capolino ogni volta dopo un momento di picco emotivo, sia la lettura delle promesse sia l’handfasting, sia il brindisi con l’idromele.

Le esplorazioni insieme

Infreddoliti ma felici, dopo la cerimonia siamo corsi a prendere un tè caldo e un panino bollente con patatine in un chiosco lì vicino. E poi, prima di andar via, Elisa si è dedicata completamente agli sposi per le foto di coppia con quei panorami mozzafiato. Il vento alzava il velo della sposa insieme a sciarpe e kilt. Abbracci, danze, baci e scatti anche del mini drone che mi porto appresso come regalo per la coppia.

Non siamo poi subito tornati a casa, anzi, siamo andati a visitare Red Castle, e la sua spiaggia intima e immensa. Anche qui il sole ha fatto la sua parte creando giochi di luce straordinari. Abbiamo riso, ci siamo conosciuti meglio e abbiamo capito che era successo qualcosa di speciale.

Abbiamo completato la giornata tornando per cena, ma visto che a quel punto era molto tardi, siamo passati dalla Lidl e ci siamo cucinati la cena a casa. Sono contenta che anche gli sposi che vengono con me in viaggio sappiano apprezzare questi momenti informali che a loro volta sono intimi e rilassanti dopo una giornata ricchissima di avvenimenti.

Con la pancia e il cuore pieno, dopo cena, le emozioni sono venute a galla, ci siamo messi a parlare di spiritualità, di fede, di come ognuno la vivesse a proprio modo personalizzandola sulla base delle esperienze di vita vissuta.

Addio e a presto

Al risveglio Nicole, Micael e Eli erano già partiti. Dopo la preparazione degli zaini, sono passata dal tavolo del salotto per fare l’ultima colazione prima del rientro e ho trovato una lettera scritta a mano da Nicole diretta a me. è stato un regalo inestimabile, con parole che mi porterò sempre nel cuore, e così come gli sposi potranno riprendere tra le mani in futuro il loro nastro dell’handfasting per tornare a quei momenti ecco, io lo farò con questa lettera, per rinnovare, forza entusiasmo e tempo sapendo che quel che faccio è ciò che voglio fare da tutta una vita, nel far capire che il matrimonio è un qualcosa che va molto oltre a quello che normalmente siamo abituati a pensare, e che solo vivendo esprimiamo la nostra riconoscenza all’opportunità infinita che ci è stata concessa quando siamo nati.

Prima di salutarci anche noi, voglio parlarti dell’ultima tappa di questo viaggio, dove abbiamo conosciuto una coppia di signori scozzesi innamorati dell’Italia, lo so, assurde le coincidenze che non sono coincidenze.

Sto parlando di Dunino Den, puoi trovare il video che ho fatto lì nel mio profilo Instagram cliccando il pulsante sotto. Un luogo nascosto e incantato, dove tuttora le persone esprimono le loro preghiere, manifestano i loro desideri e celebrano le feste celtiche dell’anno in solstizi, equinozi, feste del fuoco ma anche i riti di passaggio della vita, come nascite, matrimoni, adolescenza, e ogni altro momento ritenuto rilevante. Ci sono un sacco di doni qui incastonati nelle rocce, dai nastrini, alle monete, alle fatine, la pietra scolpita a forma di croci antiche, volti di druidi, o semplici fessure. C’è un pozzo che affaccia sul fiume della gola che attraversa un alto bosco. Si trova lì vicino una chiesetta che vi servirà ad individuare il sentiero per raggiungere questo luogo fatato.

Dopo quest’ultimo dono torno a casa con un cuore pieno, con una gratitudine immensa e pronta a vivere altre mille di queste esperienze, con Simo, e con gli sposi che vorranno vivere questo viaggio con noi.

Elopement di due giorni in Scozia per una coppia italiana. Il servizio include viaggio, cerimonia di handfasting a Dunnottar Castle, esplorazione di luoghi sacri e naturali come il castello, Red Castle, Lunan Bay, Dunino Den, Stonehaven. La giornata di matrimonio è stata vissuta come un rito di passaggio immerso nella natura, tra simbolismo, leggende, Ogham, tamburo, con cena al pub.

CREDITI

Organizzazione + celebrante @federica_cosentino_wp
Foto @elisarussophotography_2nd 

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