Matrimonio celtico in Canavese

Oggi ti racconto come ho organizzato il mio matrimonio. In questo articolo abbiamo parlato del nostro matrimonio intimo, oggi invece parliamo del terzo atto di un percorso costruito insieme a mio marito Simone.

La prima fase è stata una rapida firma in comune, letteralmente durato dieci minuti, essendone consapevoli abbiamo deciso di dedicare tutti i nostri sforzi e la nostra passione a quelle che ritenevamo essere i momenti più belli, ovvero il matrimonio intimo con solo il celebrante e la fotografa e il matrimonio con amici e parenti.

Ho vissuto per tre anni a Forno Canavese prima di trasferirmi a Barbania e la montagna dietro casa nostra è diventata per noi un luogo sacro. Sto parlando della montagna di Pesce Monte, il cui nome deriva dalla trasformazione fonetica di Pe’ di Monte cioè “Ai piedi della Montagna”. La vista da questo spiazzo collinare permette di avere l’arco alpino su cui svetta Monte Soglio a proteggere il paese, un bosco alle proprie spalle e una vista a perdita d’occhio che arriva a Torino e si estende fino al Monviso nelle giornate senza foschia.

Abbiamo celebrato il rito dei quattro elementi in questo luogo speciale. Sia i parenti che gli amici non avevano mai partecipato ad un evento simile e anche i miei nonni erano inconsapevoli di come si sarebbe svolto l’evento.

Dopo aver fatto il rito di purificazione, Simone mi ha aspettata sulla cima della collina, dove l’ho raggiunto accompagnata da mio padre vestito con il Kilt cerimoniale. L’emozione e la spontaneità delle parole, dei gesti, delle dichiarazioni scambiate tra di noi e dell’affetto e degli auguri detti ad alta voce da chi se lo sentiva, ha fatto sì che tutti piangessero di commozione alla fine della celebrazione.

Il suono incantevole dell’arpa ha accompagnato ogni fase e nel sentire quelle dolci melodie e poi guardarsi attorno mi sono sentita trasportate in una dimensione eterea di serenità, dove tutto il caos del mondo di questi anni era dissolto, c’eravamo solo io e Simone e il nostro amore, protetto dal nostro clan.

Terminata la cerimonia, gli ospiti sono andati ad aspettarci a casa dei miei suoceri, dove abbiamo fatto anche il pranzo di nozze. Prima di avventarci sul cibo, abbiamo preparato un aperitivo in giardino, e la natura, come a volerci dare la sua benedizione, dopo averci protetto con le nuvole quando eravamo sulla cima della montagna, ha fatto sì che il sole splendesse per riscaldarci mentre eravamo all’ombra degli alberi e del porticato.

Il catering che si è occupato del cibo è arrivato con un food truck che ha posizionato in giardino e dal quale emergevano prelibatezze come la polenta concia, il mio amore culinario, e poi polpette in salsa di birra e miele e ancora dolci e pietanze profumate. Abbiamo poi movimentato il pomeriggio con dei balli di gruppo celtici che con la loro semplice complessità hanno fatto ridere e divertire tutti gli invitati.

E’ stato un giorno speciale e non lo dimenticherò mai, ho coronato il mio desiderio di un matrimonio intimo nella natura, facendo partecipare le persone a cui veramente tenevo e che sono state di fatto gli elementi che hanno reso questa giornata serena e piacevole.

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