alban hefin

alban hefin

DATA CONVENZIONALE | 21 Giugno

DATA REALE | il momento in cui il Sole raggiunge la massima declinazione, si trova nel primo punto del Cancro e cessa di alzarsi sopra l’equatore celeste (si trova nel primo punto del Capricorno e cessa di scendere rispetto all’equatore celeste). Le ore di luce sono massime in questo giorno. La data non è fissa, oscilla tra il 20 ed il 21 Giugno (21 e 22 Dicembre).

FESTA SOLARE – inizio dell’estate solare

 

NOMI DELLA FESTA |
Alban Hefin (rigenerazione, luce estiva) dove Hefin potrebbe significare anche riva, poiché in questo giorno la luce risplende sugli specchi d’acqua. Infatti, la festa è al centro dell’anno, quando il Sole è all’apice, allo stesso modo la riva del mare è il luogo dove si incontrano il mare e la terra, dove i loro due confini si uniscono. Nelle culture antiche l’equatore era posto a metà tra il cielo e la terra, dove la terra era al di sopra dell’equatore e l’acqua al di sotto. Il sole si trova così a metà, proprio tra le due e ne rappresenta il punto di incontro.

Litha, dal nome della dea sassone del grano. Il nome appare per la prima volta nel testo De temporum ratione di Beda il Venerabile, nel capitolo riguardante le denominazioni dei mesi – Junius Lida, Julius similiter Lida.

Casmaran

Solstizio d’estate, dal latino solstat, il sole si ferma, poiché sembra che si fermi per poi ritornare indietro.

Notte di S.Giovanni (24 Giugno). Nome cristiano della festa del solstizio, che riprende le stesse celebrazioni e riti pagani sotto il mantello del cristianesimo.

Notte di mezza estate – Midsommar.

 

COSA RAPPRESENTA | Il solstizio d’estate è il giorno con più ore di luce in un anno, il giorno più lungo e la notte più corta. È il trionfo della luce ma è anche il momento dal quale il Sole ricomincia la sua discesa. È in questo momento, infatti, che il re quercia fronteggia il suo avversario, il re agrifoglio e questo spiega anche perché i fuochi del solstizio erano alimentati con legno di quercia.

La morte del Re della Quercia avveniva in vari modi, poteva essere bruciato, accecato con un ramo di vischio oppure crocifisso su una croce a T (ogni riferimento al cristianesimo non è puramente casuale, infatti Gesù è l’erede di una lunga tradizione di miti sui bambini solari, figli del Dio e della Dea)

Per i celti questa era Alban Hefin (o Heruin), che, sebbene non fosse la festività maggiore dei celti (le maggiori sono le feste del fuoco), era comunque osservata e celebrata dai druidi, grandi conoscitori del cielo, sicuramente con i grandi fuochi, ma soprattutto in privato, tra le cerchie sacerdotali, nei cerchi di pietre. I menhir, i dolmen, i cerchi di pietre, infatti, non sono stati creati dai celti, ma da popolazioni precedenti, neolitiche, che già conoscevano i moti dei cieli e che probabilmente avevano come sacerdoti proprio la casta dei druidi, sacerdoti e sacerdotesse che sono stati inglobati nel nuovo governo formato dagli indoeuropei conquistatori e le popolazioni della Dea (se vuoi saperne di più puoi leggere il libro LE DEE IN CERCHIO). I cerchi di pietre erano osservatori astronomici e molto probabilmente sorgevano su linee di potere della Terra, zone in cui l’energia è maggiore.

 

DIVINITA’ DELLA FESTAÁine è una delle dee irlandesi dell’estate, della luce, della ricchezza e della sovranità. Sopravvisse alla devastazione causata dal cristianesimo trasformandosi nella regina delle fate del Munster meridionale e questo la legherebbe molto strettamente alla festa del solstizio, chiamata anche notte delle fate. Ella è quindi associata a questa notte ed al Sole, essendo Dea solare. Era conosciuta anche come Lair Derg, la giumenta rossa, imbattibile nella corsa (ha quindi delle affinità con le Dee guerriere e della sovranità. Se vuoi saperne di più puoi leggere questo articolo sulla Morrigan).

Si dice che Áine sia la figlia di Egobail, a sua volta figlio adottivo del dio Manannan Mac Lir, e druido dei Tuatha de Danaan e che fosse anche la sorella di Aillen e/o Fennen. Si pensa anche che la sua figura sia riconducibile alla dea Ana, a sua volta riconducibile alla Dea Morrigan, di cui Ana fa parte come figura della triade.

Ella è una dea dell’amore e della fertilità, protegge le colture e gli animali ed è quindi associata all’agricoltura. In Irlanda la sua celebrazione durante i tempi cristiani era legata alla notte di S. Giovanni e quindi alla notte di mezza estate, dove i contadini salivano con torce accese sul Knockainy, la collina di Áine, per invocare Áine delle ciocche, Áine na gClair, affinché li proteggesse.

In alcuni dei primi racconti è associata al re semi-mitologico del Munster, Ailill Aulom, che la violentò. Áine gli morse un orecchio e da qui egli prese il nome di Aulom “un orecchio”. Poiché per la legge d’Irlanda solo un re sano poteva governare, Áine, mutilandolo, lo rese inadatto a diventare re. Ella è quindi una Dea Sovranità, in quanto può concedere o togliere il regno ad un uomo, in base a come egli avesse trattato la Grande Dea Terra.

Si pensa che Grian, sole, sia la sorella di Áine, un’altra manifestazione della Dea, o forse la Dea Macha. Poiché Áine è collegata alla notte di mezza estate, può essere che Áine e Grian abbiano anch’esse, come i re quercia e agrifoglio, funzione stagionale (un po’ come La Cailleach e Brigit) rappresentando quindi i “due soli” dell’anno: Áine la parte luminosa, e Grian la metà oscura.

Se vuoi scoprire altre storie di Dee puoi andare a leggere LE DEE IN CERCHIO 

CORRISPONDENZE

L’energia della festa: Questo è il momento del massimo splendore, del raccolto, delle soddisfazioni, dell’attività, della gioia e della compagnia.  Il momento giusto per portare a compimento quello che stiamo creando. Un tempo di gioia e divertimento, di amore e di crescita interiore.

Colori: Verde scuro, rosso, arancione, giallo intenso

 

L’albero della festagli oghamIL GINESTRONE: Il ginestrone o ginestra rappresenta il sole all’equinozio. Cresce in suoli poveri e con le sue sostanze li rende ricchi. Per questo motivo rappresenta lo sviluppo e la crescita che avvengono nonostante le difficoltà.

ATTIVITÀ

La notte delle erbe. Durante Alban Hefin, i druidi raccoglievano le erbe perché in questa notte hanno le proprietà maggiori e i massimi poteri magici. È in questa notte quindi, che raccogliamo le piante magiche per poi seccarle ed utilizzarle durante l’inverno. Questo però va fatto rigorosamente all’alba, per salutare il giorno più lungo e augurare abbondanza per la fase calante. Recati nel bosco e raccogli le erbe che preferisci, poi lasciale essiccare in casa a testa in giù.

fiori

La felce, che il mito dice conferisca l’invisibilità a colui che trova i suoi semi (poiché i celti non conoscevano l’esistenza delle spore e quindi pensavano che i semi fossero invisibili tutto l’anno e visibili solo in questa notte), si racconta che sbocciasse proprio a Litha e che andasse colta proprio questa notte.

L’iperico è la pianta sacra di questa festa. i suoi fiori hanno quattro petali gialli, rappresentano la ruota solare. L’iperico, infatti, è il fiore del Sole. Guarisce dalle scottature, ma se si utilizza e poi ci si espone

al Sole ci fa bruciare. L’iperico ha tante proprietà, può essere usato come olio o come unguento contro le scottature, ma se bevuto in tisana è un leggero antidepressivo (esattamente come il Sole). L’iperico è la pianta sacra del Solstizio d’Estate, si dice che raccolto a mezzogiorno del Solstizio abbia la proprietà di guarire molte malattie. Raccogliere le sue radici a mezzanotte, invece, cacciava gli spiriti maligni. Appeso sulle porte protegge, mentre raccolto quando si è nude rende fertili.

Ovviamente qualsiasi pianta colta la notte di Litha è magicamente più efficace e nove sono considerate le piante di Litha (o erbe di San Giovanni nella tradizione cristiana), proprio come nove sono i legni di Beltane, in quanto il nove è il numero perfetto, formato da tre volte tre (il numero del tutto).

Una delle piante più care ai celti era il vischio e veniva raccolto proprio oggi. Se lo trovi porta fortuna. l sambuco tagliato la vigilia del Solstizio, sanguina nelle leggende britanniche. La verbena porta prosperità, l’artemisia protegge dal malocchio.

Puoi leggere di più sul vischio e sulle altre erbe qui.

La divinazione. In questa notte si dice che gli Ogham, utilizzati per divinare siano infallibili, ma si possono utilizzare anche i tarocchi. Anche i sogni si dice che siano quasi sempre premonitori e tendono a diventare realtà in questa notte. Cerca di ricordarli. Magari non ci credi, ma perché non segnarseli appena svegli, non si sa mai cosa potrebbe volerci dire il nostro inconscio.

Chi cercava l’amore in questa notte divinava. In Scandinavia, le ragazze mettevano sotto il cuscino fiori per introdurre nei loro sogni l’amore e per farlo diventare realtà. In Inghilterra si diceva invece che se una donna non sposata a Litha apparecchiava la sua tavola con una tovaglia pulita, del pane, del formaggio e del vino e quindi apriva la porta di casa e aspettava, l’uomo che avrebbe sposato o il suo spirito, sarebbe andato a festeggiare con lei.

La prosperità. Una ghirlanda con piume gialle può essere messa sulla porta per la prosperità. Grano e papaveri sono alcuni dei simboli di questa festa. Raccogli qualche spiga e qualche papavero dal ciglio della strada e portali a casa, puoi lasciarne un vaso davanti alla porta perché gli spiriti sappiano che quella casa è abitata e festeggia questa notte.

Il fuoco.Il fuoco protettivo e fecondante è presente in tutti i festeggiamenti di Mezza Estate e, in generale, è un elemento importantissimo per i celti e per moltissimi altri popoli in tutte le epoche. Delle antiche cerimonie sono giunti fino a noi riti popolari che testimoniano l’importanza di Mezza Estate.  Litha è anche un momento d’amore. Gli amanti si stringevano le mani su un falò, si spargevano fiori gli uni sugli altri e saltavano sul fuoco assieme.


L’articolo sulla festa di Alban Hefin è finito, ma sotto trovi alcuni articoli correlati che possono esserti utili 🙂

 

sposarsi durante Litha

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